sabato 26 gennaio 2008

Les larmes de Bari

Dopo mesi e mesi passati a spiegare(spesso aiutandomi col tallone del mio piede) a tutto il mondo (perlopiù ignaro, a dire il vero, della sua esistenza) dove mai fosse situata Bari, qualche ora fa vengo addirittura a scoprire che in Francia il nome della mia città fa parte di una espressione proverbiale: les larmes de Bari(le lacrime di bari).Espressione che ai francesi rievoca, un pò come agli interisti il 5 maggio, la disfatta dell'Olympique Marseille contro la Stella Rossa.Avvenuta appunto in quel di Bari, in occasione di una finale di coppa campioni.In seguito, sempre dallo stesso interlocutore, sento pronunciare con entusiasmo il nome di Nichi Vendola, governatore di una regione che scopro essere nota anche all'estero per la sua bacchettonaggine.Sti cazzi! Ma a riportarmi sulla terra ci pensa l'ennesimo tizio che alla presentazione di rito non può fare a mano di associare il mio nome a quello dell'idraulico superMario (il cui fratello, per quanti lo avessero rimosso, si chiama Luigi).Questa situazione simpatica vede così rinforzare la sua ottima terza posizione nella graduatoria degli stereotipi rennesi, dove però difficilmente potrà insidiare il primato inattaccabile della situazione 1(il francese che sente "italiano" e risponde a volte con "macho", a volte con "Materazzì)".La situazione numero 2 ha a che fare con un francese e una mamma(non la sua).Alle volte presenta la variante della pasta, alle volte alla pasta è associata la mamma.Dedicato a chi pensava di sfuggire allo stereotipo..A me stesso.

domenica 16 dicembre 2007

GALLERIE-2

Il mio vicino di stanza(vedere alla voce personaggi malgioglieschi, n.1) oltre al poco ortodosso Cristiano M. mi ricorda sempre più un altro personaggio facente parte di quel sottobosco umano emerso quest'estate durante l'inchiesta di Vallettopoli: Lele Mora, avete presente?E la sua camera, così frastornante di chiacchiericcio certe sere(e anche certe notti), mi ricorda, di conseguenza, il Billionaire.Lo immagino, flaccido, decadente, corrotto, spaparanzato su un baldacchino leopardato, contornato da squinzie al cerebro impoverito, ordinare aranciate fanta da 50 euro l'una.Per poi umiliare il maggiordomo che gliele ha servite gettandogli il prezioso liquido in faccia.Il tutto tra le risate ebeti delle squinzie di cui sopra.Certe notti sfrenatemente festaiole immagino anche me stesso, insonne per cause di forza maggiore, entrare (Diliberto shows the way) nella sua residenza elegantemente abbigliato di una cintura al tritolo.

venerdì 14 dicembre 2007

Sono le tredici e quindici, i 3 caballeros continuano a prendersi allegramente a mazzate nel corridoio per dimostrarsi il loro reciproco affetto, e tutto va bene.

giovedì 13 dicembre 2007

(PARENTESI)

Questa volta non scrivo con l'intento di raccontare una qualche cronaca di Francia.Benché sia qua, credo di essere più informato sull'attualità italiana che su quella francese.Non ho potuto dunque fare a meno di seguire (qualcuno dovrà donarmi un fegato nuovo per questo) la vicenda della sospensione della trasmissione di Luttazzi(e chi mi conosce bene, bene sa quanto lo amo), Decameron.Inutile dire che quanti qui hanno ascoltato dalla mia bocca questa vicenda sono rimasti sconcertati dall'indole profondamente bananifera dell'Italia.Ma veniamo al punto.La vicenda è nota: Luttazzi è stato(almeno secondo la vulgata) vergognosamente censurato in quanto colpevole di aver evocato un immagine certamente orrida, ma efficace allo scopo: l'orifizio di cui Giuliano Ferrara (peraltro in desabillè nella battuta della discordia) spesso si serve per sparare prepotenti stronzate(però tutti dicono che è intelligente, è quasi un luogo comune, come dire che l'acqua è bagnata) usato a mo' di latrina da personaggi quali Dell'Utri, Previti e Berlusconi.Un perfetto contrappasso che un Dante avrebbe sicuramente immaginato per Giulianone se avesse avuto la possibilità di conoscerlo ai suoi tempi(Ferrara ha molti poteri, ma non è purtroppo Andreotti).Ma in realtà, qui si tratta di un doppio contrappasso, visto che a Ferrara, acceso sostenitore della guerra in Iraq, vengono inflitte le stesse torture inflitte ai prigionieri di guerra in quel di Guantanamo.Anche la Santanché, parte anche lei del quadretto munita di frustino e in tenuta sadomaso non è che un preciso riferimento ai crimini di cui sopra.
Basta leggersi l'Inferno per capire quanti contrappassi del genere Dante infligga ai dannati, peraltro molti aventi la merda come ingrediente di base(E mentre ch'io là giù con l'occhio cerco, / vidi un col capo sì di merda lordo, / che non parëa s'era laico o cherco. (Inferno - Canto diciottesimo versi 115-117).Dante comunque non è stato il solo, c'è stato chi prima e chiaramente dopo di lui ha fatto uso di sostanze poco decenti(ma andatevi a leggere l'intervento di Dario Fo sul blog di Luttazzi a proposito e ne saprete di più).Tra gli esempi a noi più vicini, basti ricordare l'ultimo Pasolini, quello di "Salò". Dunque come vedete, se si va oltre la mera immagine e si riesce a coglierne l'allegoria non c'è proprio nulla di cui scandalizzarsi.Se proprio scandalizzarsi si deve, ci si scandalizzi sulla guerra in Irak, su chi l'ha promossa, come Berlusconi (che poi, da gran faccia da culo qual è, ha naturalmente affermato di non volere il conflitto) e chi ha fatto da ripetitore a quest'ultimo: Ferrara, appunto.Chiaramente fra gli italiani una grigia maggioranza(grigia, come la materia che un giorno forse hanno avuto anche loro nella loro scatola cranica) si scandalizzerà facilmente per l'uso(parbleu!) della cacca.La cacca: so quanto brucia sentirsi colpiti nella propria essenza intima...

sabato 8 dicembre 2007

GALLERIE-1




Dopo la breve ma micidiale galleria di personaggi malgioglieschi, vado ad aprirne una nuova, sicuramente più ricca e forse anche più micidiale.Si tratta della categoria dei personaggi grotteschi, canaglieschi, danteschi, ma perché no anche boccacceschi, fortunatamente non petrarcheschi, maneschi si spera di no(ma qualcuno potrebbe anche diventarlo se dovesse accidentalmente incappare nella lettura di questo post).E sarebbe ora che qualcuno da quest'insistito uso della rima mi disinneschi.Fatto.
L'onore di aprire questa galleria dei personaggi che lungo il mio cammin francese vo incontrando spetta d'autorità a un trio(ritratto nella foto qui sopra) che io ritengo essere la summa(con qualcosa, non so bene quale cosa, in più) di tutti i trii fin qui apparsi sulla faccia della terra: AldoGiovannieGiacomo, i3porcellin(siam 3 piccoli), il trio Medusa, il Trio, QuiQuoQua, la Santissima Trinità, la Trimurti, la Triade bianconera, il Trio Lescano, i 3 dell'Ave Maria, ZanardiPietrillieColasanti, i 3 allegriragazzimorti, i 3 tenori, ,i re magi, la trilogiadelsignoredeglianelli, le 3 virtu' teologali,Didi'VavàPelè, i3moschettieri, Tizio Caio e Sempronio, il primo triumivirato, il secondo triumvirato, il triangolo delle bermuda, il triangolo no(non l'avevo considerato), emerson lake and palmer, TREmonti (ho sempre creduto che in quest'uomo non ci fosse solo la natura umana, ma anche altre 2: quella escrementizia e quella perfida con lui) i 3 amigos, la banda bassotti(ma erano 3 o 4?questo non lo ha mai capito nessuno), 666, bimbumbam, le 3 caravelle, i 3 ghiottioni(nome di più di una trattoria in Italia), il Gre-No-Li, il buono il brutto e il cattivo.Ma per dovere di sintesi, li chiameremo i 3 CABALLEROS (rivendico la paternità del battesimo come se dovessi rivendicare la paternità dell'invenzione della ruota).I 3 caballeros sono dunque una vera e propria S.P.A.(con tanto di conti in Svizzera) principalmente dedita alla pratica dell'OCCUPAZIONE, settore in cui detengono un inscalfibile monopolio facendosi un baffo di qualsiasi legge anti-trust.
Trattasi dell'occupazione in tutte le sue branche.In primis, delle cucine. Sono infatti soliti occupare, con tanto di barricate, la cucina del piano per lunghe e interminabili ore, nelle quali instancabilmente sfornano elaborati manicaretti alla faccia di tutti gli altri inquilini, ormai inibiti ad avvicinarsi alla cucina dal solo immaginare la loro presenza nel fatidico locale.Naturalmente, essendo una trimurti, trattasi di sintesi di diverse personalità che in maniere diverse ma complementari concepiscono l'attività occupazionista, in tutte le sue sfaccettature.
Procediamo ora ad un'analisi pressoché lombrosiana di tali maniere.
Nell'occupazione della cucina eccelle in particolar modo Benjamin, il membro francese del triumvirato(quello in mezzo nella foto).Egli ama occupare la cucina inibendo chiunque osi cucinare accanto a lui credendo di riconoscere del vomito nell'altrui pietanza.La tattica è chiara: un lento lavorio ai fianchi della psiche della concorrenza, da fiaccare nella propria autostima culinaria.Poi, quando è ai fornelli, proprio non riesce a non ricorrere alla pratica costante dell'autoelogio, sottolineato peraltro da larghi gesti della mano destra reggente un mestolo.Non è raro sentirlo magnificare i sapori della Borgogna, esortando gli astanti a respirarne gli effluvi a pieni polmoni.Egli ha un sogno riposto nel cassetto, conquistare il mondo partendo dalla cucina della residence universitaria Maine1.A questo scopo sarà fondamentale l'apporto degli altri due s triumviri, il gentleman inglese Patrick e il musico brasiliano Ricardo(colui che fa il pugno nell'altra foto). Trozkij sosteneva che la rivoluzione dovesse essere permanente, da esportare dalla Russia verso tutti gli paesi del mondo, o qualcosa del genere.Loro mettono in pratica il verbo del grande Lev, esportando la rivoluzione occupazionista dalla cucina alla loro stessa camera(vedi foto: compaiono solo in due, Benjamin è intento a dileggiare sul retro il sequestrato di turno, un macaco).Oppure dalla facoltà occupata(ebbene la facoltà è stata occupata, un giorno avrò modo di parlarne) alla loro camera(stessa foto di cui sopra).
Quale sarà la loro prossima mossa?
Con questo inquietante interrogativo vi lascio, compagni.
Au revoir..


domenica 2 dicembre 2007

ERASMUS PARADE


la top 5 della settimana:

1)LA PIOGGIA VIOLA(Piero Scamarcio) 2)SBUCCIAMI(Cristiano Malgioglio) 3)PURPLE RAIN(Prince) 4)MESSAGGIO NELLA BOTTIGLIA(Piero Scamarcio) 5)L'ITALIANO(Toto Cutugno)
Cosi', giusto per darvi un po' un'idea su quello che dell'Italia viene apprezzato all'estero, quando invece e' ingiustamente bistrattato in patria.
Come al solito in netto anticipo sui tempi rispetto a quello che avverrà tra qualche anno in Italia, qui a Rennes un'equipe variamente composta procede alla rivalutazione dei grossi calibri di cui sopra."La pioggia viola" già è praticamente un inno.Toto Cutugno, già amatissimo in Romania, si appresta a scalare la classifica anche qui,Piero Scamarcio permettendo(ha già piazzato 2 singoli in top5, promette di vendere cara la pelle).

lunedì 26 novembre 2007

Personaggi malgioglieschi-2

In risposta al commento di Domenico al post precedente, posto questo video, che va a dimostrare come nessuna coreografia di"Sbucciami" è più possibile, dopo il saggio di..(boh?!decidete voi cosa) dato da Malgioglio in questo video.Nessuno può superare il sommo, caro Domenico.Neanche il Decadente e corrotto danzatore del video che hai commentato.

domenica 25 novembre 2007

Personaggi malgioglieschi

qualcuno vedendo questo video penserà che stia facendo l'erasmus in Siria..o comunque in qualche Decadente(nel senso letterario del termine, dunque) località del medio oriente.

sabato 24 novembre 2007

Sarkozy bourré..

Niente male il Berlusconi del post precedente, più vero di quello autentico(non che ci voglia molto in realtà); ma non scherza neanche il tizio ritratto in questo video(che come Berlusconi, si trova a essere presidente, ma non si trova in giro un suo elettore manco a pagarlo.Mah.)

martedì 20 novembre 2007

En France...

questo non si commenta neanche da solo.

lunedì 19 novembre 2007

CRONACHE DI FRANCIA, ovvero una mappa concettuale del trecento per la sua ardua decifrabilità(*).Ma voi chiamate pure 'sto blog Mimmo, è più pratico.



*definizione non d'autore.

sabato 17 novembre 2007

LECTURA PATRICK



Stavolta l'italiano è in mano a un inglese..rifatevi le orecchie!

macaronì

Vi ho già parlato in qualche altro post dell'inevitabile francese maccheronico che mi sono trovato ad adoperare in qualche occasione, sfornando perle che rimarranno negli annali.Tanto per dare un saggio della mia abilità maccheronica, "ambientation" è piaciuto così tanto da meritarsi nientemeno che la qualifica di "poetico".E, devo dire, ne vado molto orgoglioso.Ma provate a pensare a quando dei francesi parlano in italiano.Anche loro sono capaci di tirare fuori cose notevoli.Stasera per esempio ho avuto la fortuna di ascoltare qualcosa come"pasta alla carboneria".Fantastico..D'ora in poi la chiamerò sempre così, suona più esotico, che dite?

venerdì 16 novembre 2007


(Nella foto: coreografie provate in vista della disfida.Notare la perfetta simmetria dei capi)

lunedì 22 ottobre 2007

DEFE(CA)ZIONE


Dovete sapere che praticamente un mese a questa parte è in atto con gli altri inquilini del terzo piano della mia residenza una vera e propria riedizione disfida di Barletta tra italiani e "resto del mondo".Diciamo che si tratta della partita di ritorno della famosa disfida.Anche questa volta il guanto di sfida è stato lanciato da un francese: stavolta però l'oggetto della contesa è l'abilità ai fornelli, messa in dubbio per colpa del sottoscritto(devo riconoscerlo).E' una sfida difficile, stillicida, una guerra di trincea fatta di piccole provocazioni pressoché "à la Materazzi"da entrambe le parti.Ci sta dunque che il linguaggio in occasione delle varie prove culinarie vada non dico a militarizzarsi, ma quantomeno ad incanalarsi nella metafora calcistica.E così nell'annunciare la mancanza, causa fottutissimo raffreddore, del nostro capocuoco-capitano-generale Giuseppe Casella, mi ritrovo a usare il termine defezione, probabilmente un eco di qualche telecronaca di Stefano Bizzotto. Ma vista anche la presenza di altri commensali di varia provenienza, mi trovo a dover tradurre simultaneamente il suddetto termine.Non conoscendone esattamente il corrispettivo francese, come spesso si deve anche fare in tali frangenti, vado a inventare.E mi esce defection, un perfetto calco dell'italiano defezione."Nous avons la dèfection de Giuseppe".Tutti giù a ridere.Mentre io ero lillì per indignarmi della sadica crudeltà certamente insita nel burlarsi delle disgrazie altrui, vengo a sapere che defection significa defecazione. Virtuosismo:come tramutare un raffreddore in attacco diarroico.
(Nella foto: contendenti posano nel teatro della contesa)

ULTERIORI FRANCESISMI

Vi rendo partecipi in diretta del francesismo che la madrelingua Alexandra mi ha or ora insegnato: "il y a du monde au balcon"significa letteralmente che c'è del mondo(cioè molto,quantitativamente)al balcone.Ma allegoricamente sta a significare che una ha le tette grosse.Beh, questa me la segno.

dimmi cosa palpi e ti dirò chi sei


Riconosco di essere stato volutamente oscuro e sibillino nel posto precedente e offro la chiave per interpretarlo:per la cronaca, nel post precedente parlavo del mio professore di letteratura francese.Ora però voglio che condividiate con me un'altra recente e sensazionale scoperta.Dunque: tutti voi sapete che nell'italiano gergale, colloquiale si usa dire"c'è della fica(o figa)" per dire che un qualche posto è abitato da più o meno deliziose fanciulle.Ebbene, in Francia non esiste una espressione uguale.Ce n'è una simile, ma per molti versi, opposta.Si dice "il y a de la fesse"che tradotto alla lettera sarebbe "c'è della chiappa".Ciò colpisce, e da a pensare.Prossimamente posterò le mie riflessioni su tale questione.Del resto, dopo aver risolto l'annosa questione dell'ontologia del nulla, tutto è ridotto a bazzecola, per quanto mi riguarda..
(nella foto: de la fesse à ma fete d'anniversaire)

venerdì 19 ottobre 2007

LA GRANDE STORIA - I NAZISTI DELL'ILLINOIS

E' noto che non poi tutti i gerarchi nazisti tirarono le cuoia in un qualche bunker berlinese oppure stretti nella morsa di un nodo in quel di Norimberga.Ci fu anche anche chi in Argentina trovò asilo, falso nome e soprattutto lunga vita.Ma, assodato ancora una volta ciò che è largamente risaputo, compito dello storico degno di questo nome è invece tentare di far luce nei pertugi più oscuri e misconosciuti della storia, mica cazzi.
E pertanto oggi ci occuperemo dei cugini meno conosciuti dei nazisti di cui sopra, ovvero i famosi nazisti dell'Illinois, la cui parabola effimera ma intensa tutti fino a ieri credevano chiusa con un botto mica da ridere, se è vero che i due soggetti ritratti nella foto ebbero a lasciarci le penne.Questo è almeno ciò che, per l'appunto, tutti fino a ieri credevano.E invece no.E io ne ho le prove.Io posso dire di aver adocchiato niente di meno che il führer di 'sti nazisti dell'Illinois, che dunque non è morto, ma è sopravvissuto al pauroso incidente immortalato nel drammatico documentario "the Blues Brothers". egli oggi risiede a Rennes, naturalmente sotto falso nome, al riparo di un'onorata professione.Ma non poteva sfuggire a me, nonostante gli anni ormai passati da allora; e, soprattutto, nonostante egli tenti di dissimulare affettatamente il suo oscuro passato fasciandosi in abiti che forse anche Cristiano Malgioglio considererebbe vistosi.Non poteva sfuggire al mio occhio felino.E' evidente come in lui si faccia strada impetuoso questo suo dimenticabile passato, e come questo prorompa iracondo, se appena stimolato da un pur lieve chiacchiericcio, specie se amplificato da quell'arena per esauriti che è l'amphi B'2.(Vera solo saprà esattamente di cosa sto parlando).Difficile è poi non notare quei suoi gesti larghi, bianchi, quasi ecumenici e direi anche, giacché ci sono, papalini con cui usa conferire compiutezza all'espressione del suo universo interiore.Così può sembrare all'occhio ingenuo: in realtà è palese che questa sua gestualità pronunciata, diciamo anche smaccata altro non è che il prodotto dell'enorme fatica accusata nel sopprimere l'istinto vitale di quel suo braccio destro, assai facile all'erezione.Qualcosa di simile, per rendere l'idea, potreste vederla nel personaggio del dottor Stranamore nell'omonimo film.E così, in quel di Rennes, inaspettato come un peto a tavola, si riapre un capitolo della storia contemporanea che sembrava ormai archiviato.
Nella prossima puntata della Grande Storia: la reificazione di Mastrolindo.