venerdì 19 ottobre 2007

LA GRANDE STORIA - I NAZISTI DELL'ILLINOIS

E' noto che non poi tutti i gerarchi nazisti tirarono le cuoia in un qualche bunker berlinese oppure stretti nella morsa di un nodo in quel di Norimberga.Ci fu anche anche chi in Argentina trovò asilo, falso nome e soprattutto lunga vita.Ma, assodato ancora una volta ciò che è largamente risaputo, compito dello storico degno di questo nome è invece tentare di far luce nei pertugi più oscuri e misconosciuti della storia, mica cazzi.
E pertanto oggi ci occuperemo dei cugini meno conosciuti dei nazisti di cui sopra, ovvero i famosi nazisti dell'Illinois, la cui parabola effimera ma intensa tutti fino a ieri credevano chiusa con un botto mica da ridere, se è vero che i due soggetti ritratti nella foto ebbero a lasciarci le penne.Questo è almeno ciò che, per l'appunto, tutti fino a ieri credevano.E invece no.E io ne ho le prove.Io posso dire di aver adocchiato niente di meno che il führer di 'sti nazisti dell'Illinois, che dunque non è morto, ma è sopravvissuto al pauroso incidente immortalato nel drammatico documentario "the Blues Brothers". egli oggi risiede a Rennes, naturalmente sotto falso nome, al riparo di un'onorata professione.Ma non poteva sfuggire a me, nonostante gli anni ormai passati da allora; e, soprattutto, nonostante egli tenti di dissimulare affettatamente il suo oscuro passato fasciandosi in abiti che forse anche Cristiano Malgioglio considererebbe vistosi.Non poteva sfuggire al mio occhio felino.E' evidente come in lui si faccia strada impetuoso questo suo dimenticabile passato, e come questo prorompa iracondo, se appena stimolato da un pur lieve chiacchiericcio, specie se amplificato da quell'arena per esauriti che è l'amphi B'2.(Vera solo saprà esattamente di cosa sto parlando).Difficile è poi non notare quei suoi gesti larghi, bianchi, quasi ecumenici e direi anche, giacché ci sono, papalini con cui usa conferire compiutezza all'espressione del suo universo interiore.Così può sembrare all'occhio ingenuo: in realtà è palese che questa sua gestualità pronunciata, diciamo anche smaccata altro non è che il prodotto dell'enorme fatica accusata nel sopprimere l'istinto vitale di quel suo braccio destro, assai facile all'erezione.Qualcosa di simile, per rendere l'idea, potreste vederla nel personaggio del dottor Stranamore nell'omonimo film.E così, in quel di Rennes, inaspettato come un peto a tavola, si riapre un capitolo della storia contemporanea che sembrava ormai archiviato.
Nella prossima puntata della Grande Storia: la reificazione di Mastrolindo.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Luis io non ho capito bene il post. Dove l'hai visto questo capo nazista?

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

imparato molto

Lou ha detto...

ma chi sei?