Dopo mesi e mesi passati a spiegare(spesso aiutandomi col tallone del mio piede) a tutto il mondo (perlopiù ignaro, a dire il vero, della sua esistenza) dove mai fosse situata Bari, qualche ora fa vengo addirittura a scoprire che in Francia il nome della mia città fa parte di una espressione proverbiale: les larmes de Bari(le lacrime di bari).Espressione che ai francesi rievoca, un pò come agli interisti il 5 maggio, la disfatta dell'Olympique Marseille contro la Stella Rossa.Avvenuta appunto in quel di Bari, in occasione di una finale di coppa campioni.In seguito, sempre dallo stesso interlocutore, sento pronunciare con entusiasmo il nome di Nichi Vendola, governatore di una regione che scopro essere nota anche all'estero per la sua bacchettonaggine.Sti cazzi! Ma a riportarmi sulla terra ci pensa l'ennesimo tizio che alla presentazione di rito non può fare a mano di associare il mio nome a quello dell'idraulico superMario (il cui fratello, per quanti lo avessero rimosso, si chiama Luigi).Questa situazione simpatica vede così rinforzare la sua ottima terza posizione nella graduatoria degli stereotipi rennesi, dove però difficilmente potrà insidiare il primato inattaccabile della situazione 1(il francese che sente "italiano" e risponde a volte con "macho", a volte con "Materazzì)".La situazione numero 2 ha a che fare con un francese e una mamma(non la sua).Alle volte presenta la variante della pasta, alle volte alla pasta è associata la mamma.Dedicato a chi pensava di sfuggire allo stereotipo..A me stesso.
sabato 26 gennaio 2008
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Riassunto per immagini di una delle serate più ebbre e più pazze vissute qui a Rennes.Beatitudini, vaneggiamenti, miraggi,stupori,diaboliche possessioni: quella sera si visse di tutto un bel pò.A voi i commenti...





